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Si narra del centello, o ciantello,
o ancora "CENTELLINO",
sin da tempi antichissimi. I latini lo chiamavano
"cyatulus", diminutivo di "cyatus",
dal greco "Kyathos" da "KYO"
"versare".
Oggetto con il quale si versavano preziosi e
antiche ambrosie e distillati.
Più tardi il "CENTELLINO",
nella antiche poste sotto forma di una specie
di ramaiolo, andava a dosare una inebriante
sorsata di vino.
Quel soave sorseggiare di "ciantello"
in "ciantello" rallegrava le soste
di affannati viandanti. Poi fu il vetro, il
fiasco e la bottiglia, così l'abile vetraio,
vi disegnò sopra un "ciantello".
Oggi il "CENTELLINO"
prodotto e lavorato da abili artigiani, impreziosisce
nobili tavole.
Il "CENTELLINO" decanta
e porziona vini eccellenti, ossigena e apre
i loro buquet, rendendo così i preziosi
nettari più soavi e armoniosi.
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